forse hai solo bisogno di uno spremiagrumi elettrico (lavabile in lavastoviglie)

Per anni ho desiderato essere una ragazza che al mattino si beveva la sua spremuta di arancia o di pompelmo, nella mia testa (e nella mia vision board) questa immagine aveva un posto fisso.

E da quando sono andata via dalla casa dei miei (più di dieci anni fa, ma in che senso?) mi sono applicata, come si suol dire, ma con scarsi risultati: ho provato lo spremiagrumi tradizionale (a mano), ma è durato poco. Poi uno elettrico, come accessorio di un aggeggio enorme che avevo in cucina che in teoria faceva tutto, ma in pratica teneva molto spazio e basta. 

Tutto l’entusiasmo si spegneva dopo 2/3 giorni di pratica. Perché? Perché amo la comodità, soprattutto al mattino, vado di lentezza. Sono una di quelle persone che rientra nella categoria del “non parlarmi prima del caffè”, mood leggermente modificato da quando nella mia vita è arrivata una trottola canterina. Ma diciamo che la base è quella.

Quindi c’erano, di fatto, due ostacoli alla mia azione che chiaramente non poteva diventare una buona abitudine:

  • spremiagrumi manuale: mi chiedeva uno sforzo appena sveglia che non potevo sopportare

  • spremiagrumi elettrico (enorme): mi chiedeva un tempo accessorio che non avevo e tra montare, smontare, lavare e riporre tutto, il bradipo che vive in me non poteva tollerare tutto quel lavoro per una spremuta

Che fare? Usare la testa, bene.

Idealizzarmi per una persona che oggettivamente non sono serviva a poco, giudicarmi per non riuscire in ciò che volevo ancora meno. Dovevo osservarmi consapevolmente: con accettazione, pazienza e una buona dose di amor proprio.

E, soprattutto, mettere in pratica tutto quello che ho imparato in questi anni sulla crescita interiore (perché sì, fondamentalmente stiamo parlando di quello). Un caposaldo del cambiamento è la semplicità: più qualcosa è complicato, più ci chiede tempo e energia, più c’è il rischio che - superata l’eccitazione iniziale - si ritorni al punto di partenza. Pensiamoci un attimo, accade così con tutto (o quasi). Non è la motivazione la leva del cambiamento, ma la semplicità con cui possiamo portarlo nelle nostre vite, quotidianamente.

E così nel blackfriday sono arrivata alla soluzione delle soluzioni: uno spremiagrumi elettrico, minimal, compatto, che fa quello che deve fare: spremere gli agrumi. Non ingombra, la sua presenza non impatta negativamente in cucina, tutte le sue parti vanno in lavastoviglie e in pochissimo tempo mi permette di avere la mia spremuta di pompelmo fresca la mattina. 

Cosa ci insegna questo? Che potrei avere un futuro nelle televendite (forse) e che a volte non sono sbagliate le nostre intenzioni e non dobbiamo rinunciare a quelle abitudini che vogliamo portare nella nostra vita di tutti i giorni: stiamo solo usando uno strumento o una strategia che non sono allineati alla persona che siamo. 

Nella mindfulness c’è un principio bellissimo, che di primo acchito può persino spaventare un po’, ed è l’accettazione.
L’accettazione non è la resa passiva, è il riconoscere ciò che è, accogliere ciò che c’è. È quel guardarsi allo specchio senza giudizio, senza l’ansia della performance, della validazione e del miglioramento continuo, ma per dire: io sono questa. E per questo mi voglio un gran bene. Da qui, da questo spazio che accoglie, il cambiamento autentico è possibile, perché non nega la realtà, ma la usa come base solida per creare ciò che si desidera realmente.
Proprio come la sottoscritta, che vorrebbe tanto essere una di quelle che si sveglia alle 5.30 attiva, energica e motivata a trasformare la sua vita, ma in questo momento non lo sono. In questo momento sono quella che ama il profumo del caffè, il pigiama caldo, la luce che filtra dalle finestre e la voce di mia figlia che buca il silenzio del mondo. Ora sono questo e mortificare il mio bisogno di lentezza idealizzando una me lontana anni luce dalla mia attuale realtà non solo è controproducente, ma poco ha a che vedere con il senso di bellezza e benessere che voglio portare nella mia vita, in primis, e in quella delle altre persone.
Ecco perché accentandoci non rinunciamo a chi vogliamo essere, ma ripartiamo dalle intenzioni più profonde del nostro essere, non per diventare la versione migliore di noi (che sposta l’obiettivo sempre in avanti), ma per vivere meglio ogni giorno. Esattamente, nel qui e ora.

E indovina un po’? Quando iniziamo a portare nelle nostre giornate un gesto che mentalmente colleghiamo ad una buona abitudine - come la spremuta fresca - a cascata prendono forma anche altre azioni che dentro di noi associamo al nostro benessere personale o alla nostra realizzazione.

Perché come ha scritto BJ Fogg nel suo libro Il Metodo Tini Habits:  “Col passare dei giorni i tuoi comportamenti cambiano, tu cambi, il mondo intorno a te cambia. […] Durante il processo di cambiamento, sentendoti vincente, la tua identità cambierà. Ed è così che i piccoli passi diventeranno veri cambiamenti”.

Provare per credere. 

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