sul dolore

Però in questo momento sto vivendo un dolore profondo, non posso.

Si parlava di gratitudine, di fare spazio alla vita e di (re)imparare a stare nella bellezza.

La confessione che mi arriva in risposta a questo pensiero apre le porte al dolore. Non ho titoli per parlarne, però una cosa sul dolore l’ho imparata - perché dobbiamo sempre ricordarci che la vita è esperienza e sta a noi scegliere se e cosa imparare da ciò che viviamo - il dolore, come l’amore, sono spazi abissali che vivono nell’io intimo di ognuno di noi. E in quanto intimi, non possono essere spiegati, solo vissuti. Forse possono vedere la luce attraverso la poesia, un linguaggio dell’anima che sa arrivare al cuore e che può far sentire la comprensione dell’emozione sotto pelle. Ma resta il fatto che come si vive il dolore riguarda unicamente la persona che lo sta incontrando. 

Così decido di rispondere a quella confessione con un’altra confessione: “Anche io. Anche io in questo momento sto attraversando un grande dolore. “

“Eppure sorridi”.

“Eppure sorrido.
Sorrido perché ho scelto di vivere quel dolore, senza legittimarlo nel monopolio della mia intera esistenza”.

Questo ho imparato sul dolore, che esiste. Che travolge. Che spacca, che riga il volto, che chiede perché, a volte sottovoce altre urlando. Ma ho anche imparato che non esiste solo lui. Anche nel suo epicentro coesiste sempre con qualcos’altro. E ciò che permette l’esistenza dell’altro è la nostra attenzione. 

E questo vale per tutto. La realtà ha sfumature diverse a seconda dello sguardo che incontra. Dove si posa il tuo, forma il tuo presente, dove mette radici, pone le basi per il tuo domani. 

Questo non vuol dire evitare, ma incontrare senza fondersi con l’esperienza. Esistere, saper scegliere, saper vivere oltre l’esperienza. 

Parafrasando una mia insegnante di Cabala: possiamo vivere nella percezione che la vita accada a noi e noi possiamo solo subirla, possiamo vivere nell’attitudine che la vita accada per noi e noi possiamo imparare da essa e infine possiamo vivere con la consapevolezza che la vita accade attraverso noi e noi possiamo crearla.
Ogni stadio compone la consapevolezza dell’essere, solo che lo fa con note diverse.

Come viviamo non è mai solo una scelta mentale, ma è una consapevolezza che arriva da dentro, grazie al lavoro su di sé.

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